• Andrea Omicini
    Andrea Omicini, 12/10/2011 22:59

    Prima premessa concettuale: la quantità di risultati scientifici e tecnici che la rete e la comunità scientifica produce e mette a disposizione del ricercatore oggi è di vari ordini di grandezza superiore alle capacità e alle risorse cognitive di ogni singolo ricercatore. Per questo, una ridiscussione degli strumenti e dei metodi di lavoro del ricercatore scientifico in rete è decisamente necessaria.

  • Andrea Omicini
    Andrea Omicini, 12/10/2011 23:01

    Seconda premessa: l'emergere delle reti sociali ha chiaramente mostrato come la rete e la condivisione spontanea di interessi e risultati sia un motore fondamentale per la diffusione della conoscenza.

  • Andrea Omicini
    Andrea Omicini, 12/10/2011 23:04

    Terza premessa: l'approccio algoritmico alla ricerca è destinato sempre di più al fallimento con il crescere esponenziale della quantità di conoscenza disponibile e anche del numero delle sorgenti informative. È ormai di vitale importanza comprendere quali meccanismi di tipo adattativo e autoorganizzante potranno consentire e, meglio, promuover un flusso autonomo di conoscenza da e  verso il ricercatore, visto insieme come sorgente e come destinazione degli elementi di conoscenza.

  • Andrea Omicini
    Andrea Omicini, 12/10/2011 23:12

    Applicazioni, strumenti, tool e social network da cui partire, in disordine e non esaustivamente: Academia.edu, Bibsonomy, Mendeley, PeerEvaluation, Zotero (Firefox plugin), BibDesk e altri software bobliografici, le banche dati Springer, Elsevier, ACM, IEEE, DBLP, piattaforme come ePrint... da qui (e da quelle scritte nella mail del 12/10) si può partire, prima di tutto per generare le categorie di applicazioni disponibili.

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