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Architetture software per coordinazione semantica: efficienza vs. espressività 

Marco Savoia


Sempre più nella progettazione dei sistemi software si rivela determinante il problema della coordinazione. Questo aspetto non banale è accentuato anche dalla maggiore apertura e distribuzione dei sistemi moderni; chiaramente la costruzione di un sistema il quale preveda di potersi interfacciare con una molteplicità di agenti esterni (eterogenei e dinamici) e al contempo essere composto di più componenti dislocati su nodi fisicamente disgiunti rappresenta una sfida complessa. Partendo proprio dal problema centrale della coordinazione - e non dimenticando mai il contesto aperto e distribuito che vuole essere il nostro riferimento imprescindibile - non si può non considerare uno dei modelli che meglio sono riusciti ad affrontare e risolvere tale questione: gli spazi di tuple. Dal 1985 in avanti, a seguito dell’articolo di David Gelernter su Linda si sono succeduti innumerevoli tentativi di estendere e migliorare quello strumento. In questo senso risulta piuttosto cruciale il passaggio dagli spazi di tuple ai centri di tuple, che hanno proprio nel nuovo modo di gestire gli eventi e la coordinazione il loro punto di forza. Del tutto parallelamente a questo tipo di ricerche, nasce e si sviluppa un nuovo filone di studio che e` quello del web semantico; questi lavori si pongono come obiettivo quello di trovare un’attuazione pratica a quanto si era studiato in merito alla rappresentazione della conoscenza, dalle logiche descrittive alle varie forme di strutturazione di una ontologia. Unendo questi due ambiti di ricerca, nascono i centri di tuple semantici, strumenti in grado di fondere le grandi capacità di coordinazione dei centri di tuple distribuiti con la gestione di una base di conoscenza e dei vari elementi che la compongono. A partire da quanto scritto fin qui si è ritenuto interessante prendere in esame TuCSoN. Dopo gli ottimi lavori svolti per aggiungere a questo sistema una parte di riconoscimento semantico è opportuno fermarsi e riflettere sul lavoro svolto al fine di capire come poi proseguirlo al meglio. Così, questa tesi ha lo scopo di mettere in luce le caratteristiche di TuCSoN evidenziandone i pregi, tanto quanto gli eventuali difetti o carenze strutturali; poi, in relazione a queste ultime, si analizzeranno le possibili alternative e soluzioni con particolare interesse per l’assetto architetturale del modello TuCSoN, allo scopo di mantenere intatta (o possibilmente anche incrementare) l’espressività e potenziare l’efficienza.


Andrea Omicini (Supervisor)
Davide Sottara (Co-supervisors)