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Social network scientifici: stato dell'arte, evoluzione e potenziale sviluppo 

Stefano Montesi


La conoscenza scientifica sta raggiungendo attualmente livelli a dir poco inimmaginabili fino a qualche secolo fa e ciò rende l'uomo incapace di fronte alla mole di dati raccolti e di risultati raggiunti in quanto non in grado di gestirli autonomamente senza l'aiuto delle macchine. Sono proprio le stesse invenzioni dell'uomo a doverlo aiutare laddove egli non riesca e, come è stato per molti altri campi, anche in questo caso dovrà essere così; fino ad ora l'approccio algoritmico è riuscito a reggere l'impatto ma anche questo si dovrà arrendere a breve per lasciare il campo a meccanismi adattativi e auto-organizzanti. Si renderà inoltre sicuramente necessaria una collaborazione anche tra gli stessi ricercatori per poter comprendere ed analizzare i risultati di ogni giorno che superano la capacità cognitiva del singolo ricercatore. Per questo nel periodo del boom dei social network come facebook e twitter, nascono e si diffondono una buona quantità di social network dedicati alla ricerca scientifica dove i ricercatori e i comuni cittadini possono scambiare opinioni legate ai diversi ambiti del loro studio. Questo permette di allacciare collegamenti ed effettuare simil-partnership con persone che hanno gli stessi interessi o hanno raggiunto dei risultati utili al loro lavoro; tramite la descrizione del proprio lavoro e la pubblicazione di articoli di ogni livello gli utenti vengono a conoscenza della presenza di gruppi di lavoro già presenti nel globo che si occupano degli stessi obiettivi e possono facilitare il loro compito. La rete che è nata come mezzo per scambiare dati prosegue così il suo proposito collegando non più solamente persone qualsiasi, ma anche ricercatori e scienziati, e li coadiuva nel processo di condivisione della conoscenza oltre che nel processo della conoscenza stessa.


Andrea Omicini (Supervisor)